Please update your Flash Player to view content.
Area riservata

Newsletter
Iscriviti alla nostra newsletter. Sarai sempre informato su tutte le novità
Privacy e Termini d'uso

Il Distretto industriale Suzzarese

La Regione Lombardia è suddivisa in più distretti industriali (o sistemi produttivi locali) tra questi il distretto 21 (attualmente non riconosciuto) che si estende per 280 kmq tra il fiume Po e il Secchia e comprende 7 comuni del Basso Mantovano: Suzzara, Gonzaga, Moglia, Motteggiana, San Benedetto Po, Pegognaga e Borgoforte che è incluso per tipologia produttiva. Il settore di specializzazione del distretto comprende la carpenteria metallica e la fabbricazione di macchine agricole con oltre 261 unità locali e quasi 3000 addetti; allo sviluppo dell'industria metalmeccanica si affianca una radicata tradizione agricola e zootecnica che nonostante la diminuzione degli addetti è parte integrante dell'economia dell'area in grado di generare investimenti tecnologici d'elevato livello innovativo che ne consolida la competitività.

Il Distretto Suzzarese è caratterizzato da alcune grandi imprese e da una miriade di micro, piccole e medie imprese la cui presenza è da collegare sia alla realtà artigiana in cui si è sviluppata l'economia locale sia ad una sua evoluzione verso la piccola e media impresa. Il numero maggiore di addetti, circa il 45 % del totale, è occupato nelle industrie del Comune di Suzzara cui fanno seguito i Comuni di Gonzaga e di Pegognaga.

Al di là della definizione regionale e secondo la classificazione ISTAT, le aziende meccaniche Suzzaresi oltre che della meccanica agricola si occupano in particolare della produzione di componenti meccanici per i più svariati impieghi: parti di autoveicoli, rimorchi, impiantistica civile e industriale, macchine di produzione e attrezzature. La carpenteria metallica è legata anche al segmento delle costruzioni di gru, montacarichi, carrelli elevatori. Sono inoltre presenti importanti insediamenti nel settore della refrigerazione e nella produzione di idropulitori in continua espansione.

La pianura Lombarda conserva una tradizione agricola che comporta una partecipazione al reddito disponibile per circa il 12% mentre gli addetti al settore rappresentano il 16% nonostante il ricambio generazionale, infatti, l'attività viene svolta in aziende di dimensioni competitive. Le Politiche agricole comunitarie hanno aiutato nel tempo il rafforzamento del settore e l'ammodernamento delle strutture cooperative ed associazionistiche supportando la competitività delle aziende.

All'interno del settore metalmeccanico il comparto della meccanica agricola caratterizza tuttora il Distretto Suzzarese, la produzione risponde alle esigenze sia delle imprese più moderne che praticano un'agricoltura estensiva a carattere meccanico sia dei soggetti legati alla tradizione che richiedono maggiore specializzazione e maggiore attenzione alla zootecnia. L'innovazione e la flessibilità del settore sono indispensabili per mantenere una posizione nel mercato.

Nel Distretto sono presenti imprese leader nella produzione di organi di trasmissione e componenti meccanici, ma anche molti piccoli costruttori la cui origine è di carattere artigianale.

Alla meccanica agricola si aggiungono imprese che producono impianti di irrigazione, pompe, attrezzature zootecniche e macchine per il settore lattiero-caseario in continua evoluzione anche per le richieste delle aree contigue di Modena e Reggio Emilia

Storicamente la presenza della metalmeccanica consolida le proprie radici nell'industrializzazione del Mantovano nella fase di riconversione delle fabbriche che nel dopoguerra hanno dato lavoro alla popolazione che migrava dalle campagne.

In precedenza il più importante, se non il primo, insediamento industriale della zona è stato l'Officina Casali, nata intorno alla metà del secolo scorso e situata dove, successivamente, fino ai giorni nostri, ha trovato posto l'attuale FIAT- IVECO. Questa storica fabbrica, ha avuto una funzione molto importante nello sviluppo industriale dell'area, soprattutto sul piano culturale imprenditoriale L'industria meccanico-agricola di Suzzara, nei decenni successivi alla nascita delle prime fabbriche ed officine meccaniche, raggiungerà un livello di sviluppo tale da diventare, intorno alla prima guerra mondiale, la principale produttrice italiana di trebbiatrici. La Casali, trasformata in MAIS (Meccanica Agricola Industriale Suzzarese) diventerà, negli anni tra le due guerre mondiali, un'azienda all'avanguardia ed in grado, come già era successo in precedenza, di determinare morfologicamente il territorio.

Nella ricostruzione storica, un'attenzione particolare va dedicata alle vicende del 1955, quando la FIAT date le tensioni sindacali del periodo attua politiche di espulsione. Da quella data comincia a prendere maggiore vigore quel ricco tessuto artigiano che in parte, negli anni successivi, costituirà l'indotto della FIAT. Il processo di formazione e crescita di nuove aziende artigiane, stimola la formazione di un settore artigiano che ha costituito l'ossatura di un modello di sviluppo degli anni '70 e dei primi anni '80.

Sempre in quegli anni cominciano a nascere e ad affacciarsi al sistema di subfornitura FIAT, alcune imprese a livello artigiano che successivamente diventeranno le più significative e rilevanti aziende leader dell'intera area. Ci troviamo, quindi, di fronte ad un tessuto sociale estremamente dinamico e vitale sul piano dell'imprenditorialità e che in passato, in particolare nelle fasi critiche (tra il 1955 i '70 e '80 quando i processi di ristrutturazione ridussero la necessità di lavoro vivo), è stato in grado di assorbire manodopera e attutire le tensioni sociali.

A metà degli anni '90, per valorizzare l'economia della Regione e programmare in modo adeguato la distribuzione delle risorse (L.R. 35/96) furono individuate zone di intervento diversificate in relazione alle caratteristiche territoriali ed economiche. In provincia di Mantova vennero localizzate 4 aree a vocazione produttiva specializzata, definibili come distretti o sistemi produttivi locali: Castel Goffredo per la produzione di calzetteria femminile, Viadanese-Casalasco per la lavorazione di legno ad uso industriale, Poggio Rusco per il contoterzismo della maglieria e il Suzzarese per la produzione della meccanica agricola e carpenteria metallica.